Tiziano Ferro rivela: “Volevano farmi fidanzare per finta con ragazze ma dissi no”

Tiziano Ferro ha raccontato nel suo documentario “Ferro”, in onda su Amazon Prime dal 6 novembre, che volevano farlo fidanzare per finta con ragazze per mettere a tacere i pettegolezzi sulla sua omosessualità, ma disse no. Questo clima di cose non dette e pressioni di produttori e addetti del settore musicale gli hanno causato danni inimmaginabili e tormenti interiori infiniti.

Tiziano Ferro – Foto: Instagram

“Dopo il rapporto con il cibo e con il corpo – ha dichiarato il celebre cantautore -, ecco un altro grande problema: si parlava di me come gay e non andava bene. Mi gelo perché il problema non era più mio, solo mio. Ma decido di non mentire, non invento fidanzate”.

La musica è stata la sua salvezza: “Non sono mai stato il primo della classe, ero anonimo, non bello, per niente atletico, anzi grasso, timido, i ragazzi mi chiamavano ciccione, femminuccia, sfigato. Aspettavo che qualcuno intervenisse per difendermi, ma non succedeva mai. Vivevo perennemente frustrato, e inca**ato e anche umiliato. Poi ho cantato per la prima volta e il mondo è cambiato. La musica è diventata il canale per esprimermi in un mondo nel quale non mi riconoscevo”.

In merito al suo bellissimo coming out ha rivelato: “La verità mi ha reso libero; l’onestà e la sincerità mi hanno avvicinato ancor di più alle persone”. Ora il celebre divo della musica italiana è felicemente sposato con Victor Allen.

Redazione-iGossip

Alda D’Eusanio racconta il suo dramma: “Ero arrivata a pesare 34 chili”

Alda D’Eusanio ha raccontato il suo dramma dalle pagine del Corriere della Sera. Dopo la morte del marito, Gianni Statera, sociologo e accademico con cui era sposata dal 1983, era sprofondata nel tunnel della depressione. La conduttrice e opinionista tv ha raccontato a Candida Morvillo: “Gianni se n’è andato in 15 giorni per un male fulminante. All’inizio, non mangiavo e non bevevo, ero arrivata a 34 chili, volevo solo morire”.

Il ricordo di suo marito è ancora molto vivo in lei: “Per me è molto vivo. Un amore vero va al di là del corpo, degli oceani, dell’eterno. Soffro la sua morte solo il giorno del mio compleanno perché il suo regalo era passare un giorno intero con me”.

“Poi, in un negozio, ho visto Giorgio, un pappagallo tutto piume e ossa che pativa un lutto e non mangiava più. L’ho portato a casa, a lui piace la pasta e, un rigatone lui e uno io, abbiamo ripreso a mangiare”, ha rivelato la giornalista.

Nel 2012 è finita in coma dopo essere stata investita: “Mentre ero in coma, preferivo morire: mi vedevo da fuori e stavo bene, nella luce. Invece, nonostante cinque emorragie cerebrali, tornai viva. Mi dissi: si vede che la vita mi deve ancora un sogno”.

Redazione-iGossip

Tiziano Ferro shock: “Ero alcolista e volevo morire”

Tiziano Ferro ha confessato a Sette, l’inserto del Corriere della Sera, di essere stato alcolista e che voleva morire. Fortunatamente il celebre e amatissimo cantante di Latina ha sconfitto questa dipendenza: “Una sera la band mi convinse a bere. E da lì non mi sono fermato più. Bevevo quasi sempre da solo, l’alcol mi dava la forza di non pensare al dolore e alla tristezza, ma mi portava a voler morire sempre più spesso. Ho perso occasioni e amici. Io ero un alcolista”.

“L’alcolismo ti guarda appassire in solitudine, mentre sorridi di fronte a tutti”, ha spiegato Ferro. Tiziano ha poi riassunto in cinque parole i motivi per cui non era felice: “Alcolista, bulimico, gay, depresso, famoso. Pure questo, famoso, mi sembrava un difetto, forse il peggiore”.

La musica è stata la sua più grande medicina: “Non sono mai stato il primo della classe, ero anonimo, non bello, per niente atletico, anzi grasso, timido, i ragazzi mi chiamavano ciccione, femminuccia, sfigato. Aspettavo che qualcuno intervenisse per difendermi, ma non succedeva mai. Vivevo perennemente frustrato, inca**ato e anche umiliato. Poi ho cantato per la prima volta e il mondo è cambiato. La musica era l’unica cosa che avevo, un canale per esprimermi in un mondo nel quale non mi riconoscevo”.

A presto con nuove news e indiscrezioni su Tiziano Ferro e sugli altri personaggi famosi del jet set italiano e internazionale!

Redazione-iGossip

Nuovi guai giudiziari per Cicciolina, Luca Di Carlo: “Riattivato l’ordine di arresto che risale al 1993”

Nuovi guai giudiziari per la celebre attrice, regista ed ex deputata del Partito Radicale Cicciolina, all’anagrafe Ilona Staller. Questa volta non c’entra nulla la battaglia sul ripristino dei vitalizi dei parlamentari italiani. Ilona Staller è finita di nuovo al centro della cronaca internazionale per il rapimento del figlio minore risalente al 1993. La Contea di New York ha riaperto il caso, nonostante potesse dichiararsi chiuso. Lo riporta il quotidiano bulgaro 24chasa: “Ilona Staller è fuggitiva e rischia l’arresto per l’ordine di arresto preventivo emesso dalla Corte Suprema della contea di New York”.

All’epoca l’ex diva a luci rosse era sposata con l’artista americano Jeff Koons. Aveva rapito il figlio minore dalla loro residenza a New York, portandolo prima in Ungheria e poi in Italia. Per tale fatto nei suoi confronti è stato emesso un provvedimento internazionale di cattura.

Sul caso si è espresso l’avvocato Luca Di Carlo, spalla ribelle di Ilona Staller, che ha dichiarato ai giornalisti: “Ilona doveva fare i conti con la possibilità di trovarsi dietro le sbarre. L’America giustizialista durante le elezioni presidenziali 2020 ha riattivato l’ordine di arresto di Ilona Staller”.

Luca Di Carlo – Foto: Facebook

Non è un periodo di certo facile per Ilona che alcuni giorni fa si è sfogata all’Adnkronos: “Nelle trasmissioni televisive non mi chiamano, le discoteche sono chiuse e i locali a causa del Covid chiudono alle 23. Il mio ex marito che si è arricchito con la mia immagine, è negli Usa e non mi dà mantenimento: morale della favola, in queste condizioni non posso restare qui in Italia. Vendo tutto, me ne andrò ma nel frattempo invito a casa e mi metto a ballare la danza del ventre! Magari mi pagano e così sopravvivo…”. Per poi aggiungere: “Con quello che percepisco della mia attività di ex parlamentare non riesco neppure a pagarci le tasse… Ma quello che mi fa veramente sorridere è che quello che percepisco è poco o niente. E poi voglio dire un’altra cosa ora che ci sono… non capisco il governo che con la storia del Covid ci dice ‘Restate a casa’. Parlano bene loro, Di Maio prende migliaia di euro al mese, solo noi dobbiamo fare sacrifici, e chi non lavora come deve fare?”.

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Fabrizio Corona deve scontare in carcere i 9 mesi già trascorsi in affidamento: minaccia il suicidio ed è positivo al Covid-19

Fabrizio Corona deve scontare in carcere i 9 mesi già trascorsi in affidamento, tra febbraio e novembre 2018. Lo ha deciso il Tribunale di Sorveglianza di Milano, accogliendo la linea della Procura generale rappresentata dal sostituto pg Antonio Lamanna.

L’ex re dei paparazzi italiani è su tutte le furie. Su Instagram Story ha scritto: “Violazione dei principi di giustizia. Per l’ennesima volta. Ora basta! Basta! È una vita che subisco ingiustizie. Pronto a tutto, anche a sacrificare la mia vita. Giuro, non sono mai stato così”.

L’avvocato Ivano Chiesa, che lo assiste da anni, ha aggiunto: “Il Tribunale di Sorveglianza ha confermato che Fabrizio ha fatto 9 mesi in affido per niente perché sono stati revocati con effetto retroattivo. Sono senza parole e anche inca**ato nero perché la sentenza si basa su un errore giuridico marchiano, grossolano… Tornano in mezzo le violazioni… Il Tribunale di Sorveglianza ha smentito se stesso, prima dice che non erano importanti, ora dice che lo sono, ma non era questo il tema su cui decidere. Fabrizio è senza parole. Tornerò in Cassazione per la terza volta. In 35 anni non mi era mai capitato”.

Sempre su Instagram, il controverso e chiacchieratissimo personaggio tv ha pubblicato una sua foto che ricorda quelle dei ricercati e ha scritto: “Carcere a vita per uno dei più grandi criminali italiani”.

Solo due giorni fa una nuova denuncia contro Fabrizio Corona è stata presentata dalla ex moglie Nina Moric. Dopo aver minacciato il suicidio, il personaggio tv ha rivelato di essere risultato positivo al Covid-19: “La febbre alta, a 39, per tre giorni, mal di gola: farò i dieci giorni di quarantena, mi dispiace tantissimo per la famiglia dei miei avvocati, dico questa cosa per avvisare tutti coloro che sono venuti in contatto con me in Tribunale, inclusi i giornalisti”.

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OLYMPIA KYKLOS: Dall’autrice di THERMAE ROMAE

Le tanto attese Olimpiadi di Tokyo 2020 hanno subito uno slittamento al 2021 a causa dell’emergenza sanitaria e così, lo scorso 24 luglio, la fiamma olimpica è rimasta spenta.

In questo anno difficile a livello globale, i momenti di leggerezza e divertimento che un evento di enorme portata come le Olimpiadi potevano regalare attraverso lo sport mancheranno a tutti, ma sarà possibile ritrovarli, in una forma diversa e piacevole, nel manga OLYMPIA KYKLOS  in uscita il prossimo 18 novembre.

Una nuova serie per Mari Yamazaki, già autrice di THERMAE ROMAE. Con OLYMPIA KYLOS l’autrice ci porta dentro i Giochi partendo dalla loro città natale: Demetrio, pittore buono e sensibile, illustra sulle anfore scene di vita quotidiana e di sport, miti e leggende. Pur essendo portato per l’attività sportiva ma avverso alla competizione, viene scelto per rappresentare il suo villaggio in una gara che deciderà le sorti della sua gente. Spaventato e preoccupato, si nasconde in un vaso di terracotta, che viene colpito da un fulmine. Demetrio rimane illeso ma, uscendo dal vaso, si rende conto di essere stato catapultato nel bel mezzo delle Olimpiadi di Tokyo… nel 1964!

L’edizione del 1964 dei Giochi Olimpici è rimasta nella storia perché fu proprio in quell’anno che le Olimpiadi sbarcarono in Asia. Il Giappone avrebbe dovuto ospitare il grande evento già nel 1940, ma a causa della guerra venne tutto annullato. Ad accendere la fiamma olimpica fu il velocista e giornalista sportivo Yoshinori Sakai, scelto come simbolo della ricostruzione giapponese dopo la guerra, poiché nacque proprio il giorno in cui la bomba atomica distrusse Hiroshima.

Stati Uniti e URSS furono le nazioni che vinsero più medaglie, ma il Giappone si classificò terzo, con 16 ori. La performance di maggiore rilievo fu quella della ginnasta sovietica Larisa Latynina, che vinse 6 medaglie e si aggiudicò un record ancora mai battuto da nessun atleta, arrivando a collezionare ben 18 medaglie olimpiche totali.

OLYMPIA KYKLOS riporta il lettore indietro nel tempo a partire dall’antica Grecia fino ad arrivare ai giorni nostri. Racconta la storia dei Giochi Olimpici mostrando un Giappone nel bel mezzo della ricostruzione dopo il secondo conflitto mondiale e dipingendo una popolazione che, sebbene non fosse ancora completamente guarita dalle ferite causate dalla guerra, provava un profondo senso di speranza per il futuro.

L’autrice Mari Yamazaki, italiana di adozione, racconta una vicenda di finzione ambientata in un periodo storico importante e delicato, inserendo numerosi riferimenti storici e ritraendo personaggi realmente esistiti, come Kōkichi Tsuburaya, atleta giapponese che vinse la medaglia di bronzo proprio durante la maratona delle Olimpiadi di Tokyo 1964.

Il primo volume sarà disponibile in anteprima esclusiva nei Campfire di Lucca Changes 2020 e successivamente in fumetteria, libreria e store online dal 18 novembre.

GRANDmothers e la gravidanza in età avanzata: il progetto di Anna Radchenko

GRANDmothers e la gravidanza in età avanzata: un tema molto attuale che è stato analizzato nel nuovo, coinvolgente ed entusiasmante progetto dell’artista multidisciplinare e regista russa Anna Radchenko contro la discriminazione generazionale. Il progetto illustra come un giorno avremo la possibilità di scegliere di iniziare una gravidanza in età avanzata, anche come nonni. Composto da un set di fotografie e da un cortometraggio, GRANDmothers diventa un commento visivo umoristico sulla pressione della società sul diventare madre entro una certa età per sentirsi valorizzate.

Con un cast di modelle anziane, GRANDmothers non è il primo progetto in cui Anna Radchenko ha affrontato il problema della discriminazione generazionale nella cultura contemporanea. Prendendo ispirazione da sua madre, la Radchenko ha iniziato ad esplorare la questione con il suo fashion film Silver Goddesses nel 2017, nel quale ha celebrato la bellezza e lo spirito dell’invecchiare. GRANDmothers rappresenta il proseguimento di questo discorso, presentando una donna incinta, creativa ed attiva, e semplicemente più anziana.

Come nelle precedenti produzioni della Radchenko, è presente un forte elemento fashion anche in questo suo ultimo progetto. GRANDmothers comprende una selezione di stilisti internazionali, emergenti e confermati, con un’attenzione particolare verso le etichette russe, come Outlaw Moscow, Roma Uvarov Design e Fakbyfak. Considerando la moda come un modo per esprimere la propria creatività, si sottolinea come l’età non debba essere un limite nella scelta dei capi. La Radchenko comunica con lo spettatore attraverso un’estetica di contrapposizioni. Dallo styling ed il production design al trucco e hairstyling, GRANDmothers sfida i nostri pregiudizi e ci incoraggia a rivalutare le nostre aspettative su ciò che è bello, giovanile e valorizzante.

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Girato in Russia in quello che è stato uno dei principali ospedali ginecologici del paese, l’ospedale 1911 è rimasto inutilizzato dal 2013. Anche la location si diverte con la nostra percezione, combinando il vecchio con il nuovo. Attraverso una forte estetica post-sovietica, troviamo poster di gruppi pop attaccati alle pareti, così come manifesti di propaganda russa che elogiano la famiglia tradizionale. Il risultato è un quadro apparentemente eclettico, che mira a sfidare ciò che conosciamo e che diamo per scontato, lasciandoci però interrogare su cosa succederebbe se smettessimo di seguire le norme sociali e di comportarci secondo le aspettative della società.

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“Avevo trent’anni quando sono diventata madre – ha dichiarato Anna Radchenko -. Questo mi ha fatto pensare a come nell’URSS, sarei stata definita madre anziana sulla tessera sanitaria. È pazzesco. Le donne senza figli sui quaranta/cinquant’anni vengono viste come prive di scopo e vengono incoraggiate a intraprendere uno stile di vita più sedentario. D’altra parte, gli uomini vengono visti come persone che migliorano con l’avanzare dell’età. Questa mentalità è particolarmente comune in Russia, anche se è comunque presente nel resto del mondo. GRANDMothers è un riflesso di tutto questo. Contiene un elemento di critica – ha proseguito -, ma è anche un promemoria positivo di quanti progressi sono stati fatti riguardo al poter prendere le proprie decisioni. Pubblicando e condividendo online progetti come GRANDmothers, voglio fare la differenza cambiando il nostro modo di pensare e facendo in modo che l’invecchiare venga visto come qualcosa di valorizzante sia per le donne che per gli uomini”.

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Redazione-iGossip

Record of Ragnarock: La battaglia per il destino del genere umano ha inizio

Tra i titoli più attesti e desiderati dagli appassionati italiani c’è RECORD OF RAGNAROK, “battle action” adrenalinico e dissacrante nato dal genio dei maestri Azychika, Shinya Umemura e Takumi Fukui.

L’umanità è in pericolo, e toccherà ai tredici uomini più forti di sempre metterla in salvo. Un racconto imprevedibile e scontri inimmaginabili stanno per avere inizio, in questo manga che saprà soddisfare anche i palati degli amanti del genere storico grazie alla cura dedicata dagli autori alle biografie dei contendenti. Chi avrà la meglio, in questa terribile battaglia all’ultimo sangue?

Dal 21 ottobre RECORD OF RAGNAROK n. 1 sarà disponibile in fumetteria, libreria e store online!

Durante l’assemblea per decidere le sorti del genere umano, che si svolge nel regno celeste ogni mille anni, irritati e stufi gli dei hanno infine deliberato l’estinzione del genere umano! Ma la valchiria Brunhilde, titillandoli nell’orgoglio, li convince a indire il “Ragnarok”, ovvero la sfida finale fra divinità ed esseri umani! Per scongiurare la catastrofe, scendono così in campo i tredici uomini più forti della storia, che dovranno affrontare in scontri uno contro uno altrettante temibili divinità del regno celeste: che la battaglia per il destino dell’umanità abbia inizio!

Shinya Umemura e Azychika sono rispettivamente sceneggiatore e fumettista giapponesi. Record Of Ragnarok è la loro prima serializzazione di rilievo. Takumi Fukui è un fumettista giapponese. Tra le sue opere, Boku to akumu to oneesan e Jogiriya Joe ga yattekuru.

Yu-Gi-Oh! GIOCO DI CARTE COLLEZIONABILI presente allo SPIEL.digital

Konami Digital Entertainment, B.V. annuncia oggi che Yu-Gi-Oh! GIOCO DI CARTE COLLEZIONABILI (TCG) sarà ospitato nell’edizione di SPIEL.digital di quest’anno – una versione virtuale dell’evento annuale dei giochi da tavolo.

SPIEL.digital è una fiera commerciale dei giochi online che si terrà dal 22 al 25 ottobre. L’evento offrirà l’accesso gratuito e verrà trasmesso in live streaming in tedesco, inglese, francese, spagnolo e russo. SPIEL.digital sarà la vetrina per centinaia di prodotti in uscita e per alcuni classici tanto amati dal pubblico come Yu-Gi-Oh! TCG.

Yu-Gi-Oh! TCG sarà presente per tutta la durata di SPIEL.digital con uno stand virtuale dove giocatori, appassionati e visitatori avranno l’opportunità di testate nuovi Deck e Booster, di entrare in contatto con altri prodotti Yu-Gi-Oh! e di partecipare a tornei e a eventi come il ‘Duel the Master’ che si terranno su base quotidiana. Saranno anche disponibili dimostrazioni per l’app Yu-Gi-Oh! Duel Links e sarà presente una pagina informativa per Yu-Gi-Oh! Legacy of the Duelist: Link Evolution con numerosi dettagli, immagini e trailer del gioco.

Yu-Gi-Oh! GIOCO DI CARTE COLLEZIONABILI è il gioco di carte collezionabili numero uno al mondo con oltre 25 miliardi di carte vendute. È un gioco di strategia, dove i giocatori assemblano mazzi personalizzati con carte ottenute dagli Structure Decks (mazzi tematici) e dai Booster Packs (espansioni in bustina). Due giocatori si sfidano a Duello utilizzando le carte che rappresentano potenti Mostri, Magie e Trappole sorprendenti. I Duellanti con Deck ben bilanciati, con mostri dominanti, una solida strategia e una buona dosa di fortuna sono i vincitori in Yu-Gi-Oh! TCG. Konami Digital Entertainment B.V. è il licenziatario esclusivo e detentore dei diritti per Yu-Gi-Oh! TCG in Europa e Oceania.

Juliana Moreira ed Edoardo Stoppa sono i testimonial di Ring Fit Adventure e Nintendo Switch

Juliana Moreira ed Edoardo Stoppa sono i testimonial di Ring Fit Adventure e Nintendo Switch. La coppia vip dello show business italiano è unita anche nella vita. Tre i soggetti in cui vediamo la nota showgirl e modella brasiliana naturalizzata italiana alle prese con i suoi allenamenti quotidiani insieme all’unico videogioco fitness sul mercato, Ring Fit Adventure per Nintendo Switch.

Juliana Moreira

Nel primo la soubrette si allena in modo semplice e rapido grazie al videogioco, pur avendo solamente mezz’ora di tempo a disposizione, mentre il secondo vede l’entrata in scena del marito Edoardo Stoppa, per un allenamento di coppia. Il terzo, infine, mostra la vita da mamma della bellissima soubrette Juliana Moreira, che riesce a trovare in Ring Fit Adventure l’alleato ideale per allenarsi da sola o anche in compagnia di tutta la famiglia.

Lo spot, nelle sue tre declinazioni, mette in evidenza le caratteristiche uniche di Ring Fit Adventure, un exergame innovativo che consente di allenarsi facilmente nella comodità di casa grazie alla versatilità della console Nintendo Switch. Adatto a qualsiasi livello di allenamento, il videogame è presentato come la perfetta soluzione per mantenersi in forma in maniera efficace e divertente. Ring Fit Adventure è in grado di portare l’esperienza di un allenamento completo a casa, con attività che coinvolgono tutto il corpo o, all’occorrenza, solo determinati gruppi muscolari, e sessioni più o meno durature a seconda delle necessità di ognuno: il gioco fornisce infatti un’esperienza mirata per il singolo individuo, che tiene conto di eventuali limitazioni fisiche, ma anche di miglioramenti e progressi.

Gli spot da 30”, in onda dal 15 ottobre, sono stati realizzati dalla casa di produzione Cinestudio. La creatività è stata curata internamente da Nintendo stessa, mentre la regia è stata affidata all’occhio esperto di Gian Abrile. Il team di Mindshare, centro media di Nintendo Italia, si occupa della pianificazione sui canali Mass Tv, Paid Tv, Digital e Video on Demand, mentre Together cura tutti gli aspetti legati alla campagna di amplificazione sui social.

“Ring Fit Adventure è un’esperienza fitness innovativa e adatta a tutta la famiglia” – afferma Stefano Calcagni, Head of Marketing di Nintendo Italia. “La scelta di coinvolgere Juliana ed Edoardo, due sportivi appassionati, per questa campagna non poteva essere più adatta. Siamo convinti che la coppia Moreira-Stoppa riesca a comunicare con simpatia e spontaneità il Brand Nintendo e la coinvolgente esperienza di gioco su Nintendo Switch”.

“Dopo la bellissima esperienza di qualche anno fa, sono davvero felice di collaborare nuovamente con Nintendo per un videogioco innovativo, rivoluzionario e utile come Ring Fit Adventure. Da mamma in carriera e super appassionata di fitness, lo trovo davvero unico e inimitabile, oltre che perfettamente in linea con i bisogni e le necessità di tantissime altre donne come me. La vita frenetica e il solito tran-tran quotidiano, spesso ci obbligano a sacrificare i nostri hobby per far fronte ai doveri di moglie, mamma, donna. Per un’amante dello sport come me, non riuscire ad andare in palestra è praticamente un dramma. Ma con Ring Fit ho risolto il problema: il gioco porta un allenamento completo ed efficace a casa propria, senza doversi riempire di attrezzi da palestra! È quindi la soluzione perfetta per allenarmi come e quando voglio e, in caso riesca a convincerli, anche a condividere qualche sessione di allenamento con mio marito e la mia famiglia.” afferma la showgirl Juliana Moreira.

“È stato davvero fantastico poter lavorare insieme a mia moglie Juliana per Nintendo, ho tantissimi ricordi legati ai loro mitici videogame. Con Ring Fit poi abbiamo trovato un collante, oltre che una soluzione concreta e un valido alleato. Giocare e allenarci insieme è divertentissimo, non ci rendiamo nemmeno conto della fatica se non per il sudore in fronte. E se non vogliamo andare in palestra o a fare una corsetta al parco sotto casa, c’è sempre lui: Ring Fit. In pochissimi minuti stai già correndo, facendo squat, sfidando avversari di ogni tipo o portando a termine degli obiettivi che non ti saresti mai aspettato di completare. Insomma, ti alleni ma non te ne accorgi nemmeno, perché dopo sei felice e spensierato, carico di adrenalina e gasatissimo dalla partita appena conclusa (in un bagno di sudore!). A tutti gli appassionati consiglio di prepararsi a faticare, perché li attendono delle sessioni che nulla hanno da invidiare ai tradizionali metodi di allenamento… e soprattutto di avere la propria doccia a portata di mano per il post-workout!”, ha detto Edoardo Stoppa al termine delle riprese.

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